Il Disturbo Affettivo stagionale (SAD) è una condizione che altera l’umore di molte persone in concomitanza di determinati periodi dell’anno. Ad esempio, quando finisce l’estate e arrivano i mesi più freddi, molte persone ne risentono a livello di umore per via delle ore di sole e luce diminuite. In alcuni casi è vero anche il contrario: le variazioni drastiche di temperatura dovuti all’inizio della primavera possono avere un grande impatto sul benessere emotivo delle persone.

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disturbo affettivo stagionale

Cos’è il Disturbo affettivo stagionale?

Norman Rosenthal, un medico che si trasferì nella metà degli anni ’80 negli U.S.A dal Sud Africa, osservò gli effetti delle ridotte ore di luce diurna sul suo comportamento. Grazie alle sue ricerche è stato possibile individuare una correlazione fra cambiamenti ambientali, ciclo luce-buio e cause di alcune ricadute psicofisiche.

Il disturbo affettivo stagionale è quindi considerato come una forma di depressione ed è noto anche come depressione stagionale o depressione invernale. In inglese ci si riferisce con l’acronimo SAD, unendo le iniziali di Seasonal Affective Disorder, giocando sul significato di “sad”, “triste” e descrivendo dunque il declino umorale a cui molte persone sono soggette nei mesi autunnali o invernali. Appare tipicamente tra i 18-30 anni e si presenta in maniera variabile nelle diverse aree geografiche: la frequenza è massima nei Paesi lontani dall’equatore, dove le ore di luce diurna sono effettivamente molto ridotte.

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Cause e sintomi del Disturbo Affettivo Stagionale

I fattori che determinano lo scatenarsi di questo stato umorale sono correlati ad uno squilibrio biochimico: alcune sostanze vengono prodotte in misura maggiore o minore. Vediamo quali sono dunque le dinamiche scatenanti della SAD:

  • inibizione della serotonina, neurotrasmettitore che mantiene il buon tono dell’umore, a causa dell’azione della SERT, una proteina che aumenta nelle stagioni autunnali e invernali;
  • aumento nella produzione della melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pineale nel cervello, in risposta al buio e responsabile del sonno. In soggetti affetti da SAD causa dunque letargia e sonnolenza.

I sintomi della SAD possono essere riconoscibili anche ad una fase preliminare, sotto forma di affaticamento, sonno eccessivo o irregolare, desiderio di assumere carboidrati e zuccheri con conseguente aumento di peso, irrequietezza, mancanza d’interesse nelle attività quotidiane difficoltà nella concentrazione.

Ansia e depressione rimedi naturali: come prevenirli durante il cambiamento di stagione?

La SAD può essere efficacemente trattata in diversi modi, soprattutto quando non richiede ancora un trattamento farmacologico. Uno di essi è la terapia della luce, ovvero l’utilizzo di una particolare lampada che emette una luce molto intensa e filtra i raggi ultravioletti, di solito con applicazioni di 20 minuti o più al giorno, al mattino, per tutta la durata dell’inverno. Anche svolgere esercizio fisico regolare, mangiare sano, dormire a sufficienza e rimanere attivi supportano mente e corpo per una ripresa più rapida dai lievi disturbi dell’umore.

Per prevenire i sintomi delle alterazioni stagionali sulla psiche è utile un integratore come InoSame Brain, che aiuta a garantire il buon umore grazie alla presenza dell’Inositolo, che aiuta a combattere lo stress, e la S-Adenosil L-Metionina, che consente all’organismo di riequilibrare la produzione di serotonina, noradrenalina e dopamina, ovvero di quei neurotrasmettitori che svolgono un ruolo chiave nella regolazione del tono dell’umore.

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